sabato 12 marzo 2016

Essenze di donna: i fiori raccontati attraverso la storia :)

Buongiorno a tutti,
oggi vi vorrei parlare di un evento molto interessante che si è svolto nella mia città, Vercelli, in occasione della festa della donna. Sto parlando di “Essenze di donna”, un evento organizzato dal Museo Leone, presso il Palazzo Langosco.

Il museo ci ha proposto un vero e proprio percorso alla scoperta dei segreti e delle bellezze dei fiori nel corso del tempo.  Il Palazzo, maestoso e accogliente è stato affiancato in quella serata ai fiori, eleganti ma delicati, e alla figura della donna, dolce e raffinata.

Questa speciale visita a tappe ci ha mostrato il linguaggio dei fiori raffigurati su dipinti, antichi libri, e altri oggetti di arte decorativa.

Nella prima sala si è parlato della nascita della Floregrafia, mostrando testi molto antichi. Già nel 1518 fu scritto uno dei primi Erbari e nel 1648 invece troviamo il testo dell’orientalista Giovanni Battista Ferrari. Al ‘700 invece risale un testo redatto dalla sposa di un ambasciatore orientale: Exelan, con cui intende attribuire a fiori e frutti significati simbolici. Infine possiamo leggere qualche passo di un testo molto caratteristico che dedica il linguaggio dei fiori al bel sesso, ma di cui non si hanno molte informazioni al riguardo. Quest’ultimo è un testo redatto in lingua italiana che viene consultato come una sorta di dizionario fiore-italiano, date le innumerevoli informazioni che contiene.


Sempre in questa sala ritroviamo anche un baule intarsiato decorato con numerosi gigli (immagine a destra) . Questi sono solitamente segno tipico dell’araldica medievale francese; secondo il “dizionario fiori-italiano”, il giglio viene ritenuto un simbolo di maestà. Viene definito come il re dei fiori. Era usato anche nelle culture galliche per indicare la regalità, veniva spesso rappresentato nei dipinti in cui era solitamente accompagnato a figure angeliche. Dopo il Medioevo però il giglio viene sostituito dalla rosa, ma S.Bernardo che era legato alla simbologia e alla figura del giglio, decide di ridargli valore inserendolo nell’araldica del regno, nella trilogia francese di valori e virtù. Tre erano le virtù che proteggevano la Francia ai tempi, così come tre sono le foglie del giglio. Inoltre, poiché questo fiore dava un senso di legame al mondo religioso, solo il Re di Francia poteva averlo rappresentato, in particolare sul mantello regale.

Lasciamo la storicità del giglio e ci addentriamo nella seconda sala,  nella quale ci accoglie un quadro, olio su tela, rappresentante la Madonna col bambino circondata da un bouquet di fiori. Secondo i Vangeli apocrifi S.Luca, protettore degli artisti, fu il primo a dipingere dal vivo il quadro Madonna con bambino. Ad Anversa, in Francia, si instaurò una ricorrenza in occasione del giorno di S.Luca. Per quella festività i pittori preparavano le opere raffiguranti la Madonna col bambino, è proprio a quella ricorrenza che risale questo dipinto. Nel tempo poi la figura sacra verrà sostituita da quella profana nelle associazioni ai fiori.

In questo quadro in particolare ci viene fatta notare la presenza del fiore di melo (a sinistra), perché Maria viene vista come la nuova Eva e quindi la si riconduce al peccato originale. Possiamo notare anche la  presenza delle rose (a destra). Queste vengono rappresentate senza spine perché secondo S.Ambrogio, patrono di Milano, le rose sono nate senza spine,  che si sono formate solo dopo il peccato originale. Per questo motivo solo nelle rappresentazioni della Madonna addolorata troviamo la presenza delle spine nelle rose. 


Tornando all’analisi del quadro, ritroviamo altri fiori:  girasoli, crisantemi rossi, ortensie bianche, biancospini, garofani e peonie. Proprio grazie alla presenza delle peonie (a sinistra) si riesce a datare indicativamente il quadro. Le peonie vengono trovate in Brasile dagli Olandesi nel 1669, in particolare vicino al Rio delle Amazzoni. Prima  di allora questo fiore non era noto, si pensa infatti che questo quadro sia risalente a quel periodo.


Lasciamo l'olio su tela per trovare nella sala successiva un mobile giapponese altrettanto ricco di simbolismi. Si tratta di un mobile di KIRI, che in giapponese indica la paulonia (in basso), ricco di incisioni decorative e funzionali di fiori.  


Il nome Paulonia deriva dalla figlia di uno Zar russo, per questo viene anche definita “Princess tree”. Questa pianta era inizialmente presente solo in Giappone, ma durante i primi anni di commercio della ceramica si utilizzava il suo legno per fare gli imballaggi, in quanto resistente, e da allora viene coltivata anche negli Stati Uniti. In Giappone questa pianta viene considerata sacra, infatti secondo una leggenda la famiglia pianta in giardino la peonia per far sì che quando la figlia si sposa, si usa il suo legno per creare il nido d’amore degli sposi. Una sorta di dote a tutti gli effetti.


Ma concentriamoci sulle incisioni presenti sul mobile, possiamo trovare un ciliegio (a sinistra). Questa pianta indica, secondo il dizionario fiore-italiano, un comportamento altamente educato. In Giappone però il ciliegio è simbolo di affetto, ma anche della caducità della vita, proprio perché i suoi fiori durano davvero poco. Secondo la tradizione giapponese, infatti, il fiore del ciliegio viene associato ai samurai e, alla loro morte, hanno l'onore di esser sepolti ai piedi dell’albero.


Sempre guardando il mobiletto troviamo al suo interno il crisantemo (a destra). Questo fiore in Italia viene vestito di nero e prende il significato di simbolo di morte, probabilmente perché fiorisce a Novembre in concomitanza della festa dei Morti. Tuttavia, negli altri paesi, è segno di gioia e prosperità. Il nome significa infatti “fiore d’oro”.


Lasciamo questo mobiletto intarsiato per addentrarci nell’ultima sala in cui ci accoglie una tulipaniera. Si tratta di un vaso creato apposta per contenere i tulipani, simbolo dell’eterno amore. Veniva utilizzata per tenere questi fiori in modo elegante. Il tulipano veniva considerato come amuleto, tanto da esser ricamato sulla biancheria dei turchi ottomani in battaglia. Quando Istanbul divenne capitale, il tulipano divenne il fiore turco per eccellenza e fu usato per addobbare il palazzo reale. 
Un giorno fu visto dall’ambasciatore austriaco, che lo nominò “Dulben” perché gli ricordava la forma di un turbante. Da qui in Olanda prese il nome di “Dulpan” e poi in latino “Tulipan”. Fu poi nominato tulipano dal naturalista botanico Vonkester.

Nel corso degli anni ci fu una coltivazione crescente di tulipani, a partire soprattutto dall’Olanda. Si cercava di possedere il maggior numero di fiori e il maggior numero di qualità. Iniziò un vero e proprio commercio di tulipani, dei bulbi e delle diverse varietà. Vennero stilati Libri dei tulipani, per riportare tutte le tipologie esistenti e per poterli utilizzare come cataloghi di vendita. Si parlò di “Tulipania” cioè la febbre dei tulipani. Si cercava in tutti i modi di avere il tulipano nero (in basso), con una ricerca quasi maniacale. Al giorno d’oggi si sa che in realtà non esiste il tulipano nero e che al massimo può essere una più scura tonalità di viola.


Furono definite fino a 34 tipologie di tulipano, finchè non ci fu un virus, detto il “mal della striscia” che colpì questo fiore riducendo i quantitativi disponibili. Il crollo dei prezzi di mercato fu talmente grave da esser quasi paragonato al crollo della borsa di Wall Street. Numerosi furono i suicidi associati a questo crollo “floreale”.  Gli Olandesi furono definiti a causa di quel periodo storico “cuppist”, cioè giullari, perché avevano dato un valore altissimo a questo fiore per poi perdere tutto nel giro di poco tempo. Ad oggi, restano comunque gli Olandesi i migliori coltivatori di tulipani. 

Finiamo la visita con un pensierino lasciatoci dal Museo Leone: un depliant con riportate le prime pagine del dizionario fiori-italiano per ricordarci quella piacevole serata!


Spero di avervi interessato e di esser riuscita a farvi immaginare libri, quadri, mobili e vasi anche solo parlandone..se così non fosse spero almeno di avervi interessato un po’ con queste anomale curiosità floreali!


Grazie per avermi seguita,
a presto,


Jessica Manfrinato

venerdì 11 marzo 2016

Le ultime novità: rimedio generico per tutti e...una fragranza mooolto primaverile :)


LE ULTIME NOVITA' :)

Rimedio generico: in caso di congiuntivite, ferite, bruciature, punture d'insetti, allergie, infiammazioni, la cura di tutto con un solo rimedio. Antibiotico, antibatterico, cicatrizzante e antinfiammatorio, ma non solo! Tante proprietà racchiuse in 100 mL di gel 100% naturale!! 
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Ed inoltre...




finalmente è in arrivo la fragranza del profumo Sì di Giorgio Armani, per poter render così dolci e profumate le mie preparazioni!
Chiedi questo dolce aroma nella tua crema per il corpo, avvolgiti nella spensieratezza e nella leggerezza per l'arrivo della primavera :) 





Resto a vostra disposizione per qualsiasi informazione :)
Contattatemi come sempre all'indirizzo mail: manfrinato91@gmail.com 

A presto,
Jessica Manfrinato


martedì 8 marzo 2016

MIMOSA: proprietà, utilizzi e..regalo per la nostra tanto amata Festa della DONNA!! Tanti auguri a tutte :)

Colgo l'occasione di questa giornata spesso tanto attesa da noi donne, per parlarvi di quel fiore così colorato e profumato che spesso ci viene regalato in quest'occasione: la MIMOSA.
Le mimose ci deliziano il giardino proprio in questo periodo, essendo tra le prime piante a fiorire, riempiendo di profumo l’aria, oltre a non passare di certo inosservate per via dei loro fiori piumosi, che danno un tocco di sole, energia e allegria. Si tratta di una delle rare piante presenti in natura che manifesta il fenomeno della “nastic osmosi”, dei movimenti che si possono cogliere anche a occhio nudo, provocati dal flusso di acqua entrante e uscente dalle cellule della pianta”.  Arrivata in Europa circa 200 anni fa, proveniente dalla lontana Australia, più precisamente dalla Tasmania, la mimosa non ha solo un’indiscussa bellezza e un carattere puramente ornamentale, ma è anche usata in medicina, scopriamola insieme.
Origini storiche di questa ricorrenza
La data dell'8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando in quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l'8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell'Operaia.

In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale. L'iniziativa prese forza nel 1945, quando l'Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell'Italia già liberate dal fascismo.

L'8 marzo del 1946, per la prima volta, tutta l'Italia ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza. 
Ma perché proprio la mimosa?
Fu chiesto ad un gruppo di partigiane quale potesse essere il fiore da distribuire per celebrare, in analogia con quanto con quanto avveniva in Francia, dove si distribuivano mughetti e violette alle compagne in quella data. Le socialiste indicavano l’orchidea ma Teresa Mattei, che da lì a un anno sarebbe diventata una delle 21 donne entrate a far parte dell’Assemblea Costituente, consapevole dei costi dei fiori individuati come potenziale scelta e delle loro difficoltà di reperimento nelle località italiane, si inventò una leggenda cinese, inesistente, che raccontava come la mimosa rappresentasse il calore della famiglia e la gentilezza femminile.
La mimosa sembra un fiore fragile, ma in realtà la sua grande forza risiede nella capacità di attecchire anche in terreni difficili. Si tratta di una duplice caratteristica della pianta che rispecchia i caratteri femminili dato che la donna, seppur soprannominata “sesso debole”, è capace di grande determinazione per raggiungere grandi obiettivi della vita privata e lavorativa. Sull’etimologia della parola non c’è un’unanimità di vedute: per alcuni risale al latino “ mimus” (mimo) o da “mimesis” (imitazione) poichè alcune specie,  quando si contraggono, sembrano interpretare con la stessa intensità le smorfie dei mimi quando simulano il sentimento della vergogna; un chiaro riferimento alla vasta gamma di espressioni ed emozioni delle donne. Per i più, però, la tesi più credibile intravede una radice spagnola, lingua in cui “mimar” significa “accarezzare”; da qui il facile collegamento all’universo femminile e alla sua sensibilità. Quella che chiamiamo mimosa è un’acacia, parola che deriva dal greco ”a-cachia” cioè “senza negatività, senza macchia”, quindi “candore”. Per la precisione si tratta dell’Acacia dealbata (acacia non bianca), ma gialla per l’appunto, per cui il nome della pianta diventa “candore non bianco”; un ossimoro. Secondo un’altra etimologia, “acacia” proviene dal greco “akos” , “acuminato”, che allude alle spine possedute da molti tipi di acacie.
Curiosità
Gli Indiani d’America erano soliti regalare un mazzetto di mimose quando decidevano di dichiarare il loro amore alla ragazza prescelta; mentre le fanciulle inglesi meno carine erano solite appuntarsene un rametto alle giacche o alle camicette per accentuare la loro femminilità. Per la Massoneria, invece, la mimosa era l’emblema della forza mista alla gentilezza.
Usi terapeutici
Gli Aborigeni australiani attribuivano alle mimose proprietà curative e pare che in alcune tribù la mimosa fosse l’ingrediente principale di uno speciale decotto contro diarrea, malattie veneree, nausea e disturbi nervosi.  Il suo uso come medicamento, la vede molto indicata per le diete, dato che i componenti in essa contenuti riducono il senso di fame ed i suoi decotti sono efficaci contro i sintomi delle malattie veneree, ma anche contro nausea e diarrea.
Cosmesi ed aromaterapia
L’Acacia dealbata, però, deve gran parte della sua importanza medicamentosa agli oli essenziali, estratti dai fiori attraverso un procedimento che si avvale dell’uso di solventi. Essi hanno proprietà antisettiche e astringenti e, applicati sulla pelle, oltre a donare una speciale sensazione di rilassamento, inibiscono lo sviluppo dei batteri patogeni, la detergono e purificano, riducendo la comparsa dei pori dilatati tipici delle pelli grasse. Per via della presenza di composti organici (idrocarburi, aldeidi, acidi grassi e fenoli), gli oli essenziali di mimosa, opportunamente diluiti, possono essere impiegati a scopo terapeutico per curare stati d’ansia, stress, tensione nervosa e usati in aromaterapia per il benessere e la cura del corpo. Il profumo floreale di mimosa è infatti indicata per persone timide, introverse, che tendono ad isolarsi. Facilita l’apertura verso gli altri e verso il mondo, pertanto è consigliabile nei periodi di depressione, sconforto, solitudine e senso di abbandono.
RICETTA: Infuso di mimosa
Lasciare 20 g di fiori per mezzo litro d’acqua calda per circa 10 minuti.
- Per trattare nausea, diarrea e disturbi nervosi:
assumere per via orale, fino a 3 tazze al giorno.
- Per trattamenti cutanei, in caso di pelle grassa:
si può utilizzare come ultima acqua di risciacquo dopo essersi detersi il viso. Eventualmente si possono aggiungere 5 mL di aceto di mele all’infuso, per migliorare l’azione purificante e astringente.

Quindi….cosa aspettate?!? Provate questi utilizzi alternativi ;)
Detto ciò, non mi resta che farvi:

un sincero augurio per la festa della donna!!! :)  

Per informazioni contattatemi via e-mail al: manfrinato91@gmail.com  Grazie per avermi seguita anche oggi,
a presto,

Jessica Manfrinato

domenica 6 marzo 2016

LE RUGHE: il significato, perché si formano e come prendersene cura. QUINOA E SEMI DI ZUCCA: ricchi di antiossidanti per combattere i segni dell’età!

Nell’ultimo post vi ho parlato della crema antirughe poiché contenente burro di avocado, vorrei però approfondire il discorso dell’invecchiamento cutaneo. Sicuramente prendendosi cura della propria pelle non solo da un punto di vista cosmetico ma anche alimentare e comportamentale, tanti miglioramenti si riescono ad ottenere. Oggi vi parlerò quindi innanzitutto delle rughe, qualche curiosità e qualche indicazione più dettagliata anche per come applicare eventuale crema o gel antirughe, vi riporterò a riguardo prodotti specifici da me formulati. Ed infine vi parlerò di due alimenti, la quinoa ed i semi di zucca, molto importanti che sono particolarmente ricchi di antiossidanti e di conseguenza aiutano notevolmente nella cura della pelle, combattendo l’invecchiamento cutaneo tanto temuto.

LE RUGHE: il significato, perché si formano e come prendersene cura.

COSA SONO LE RUGHE

Le rughe sono uno dei segni più evidenti dell'invecchiamento cutaneo: si tratta di piccoli solchi o pieghe, più o meno profondi, che originano solitamente su pelli disidratate, aride e poco elastiche di donne ed uomini non più giovanissimi.
Le rughe sono inestetismi della pelle a tutti gli effetti, la cui origine - oltre a dipendere dall'inesorabile avanzamento dell'età - è strettamente legata a fattori genetici e comportamentali. Tra questi ultimi, una nota di "merito" spetta a fumo, alcol, stress, esposizione continua a radiazioni luminose (luce solare e/o artificiale), accentuata mimica facciale ed alimentazione squilibrata: tutti questi fattori accelerano il processo d'invecchiamento cutaneo, mettendo in risalto le rughe.

LE RUGHE SI FORMANO PERCHE’..

- Si riduce la quantità di collagene ed elastina→ diminuisce la forza, la resistenza e l’elasticità della pelle

- Si riduce la sintesi di acido ialuronico e di altri glucosamminoglicani → si ha perdita d’idratazione cutanea

- Si riduce la sintesi di grasso cutaneo e sebo→ aumenta l’inaridimento cutaneo


Ricordiamo che le rughe, così come tutti i segni dell'invecchiamento della pelle, costituiscono un fenomeno fisiologico, la messa in pratica di alcuni rimedi naturali, comportamentali ed alimentari può però rallentare il "deterioramento" estetico caratteristico dell'età matura.

IL SIGNIFICATO DELLE RUGHE

Rughe sulla parte esterna della fronte: si formano ai margini degli occhi, indicano una grande capacità di sorprendersi e una grande capacità intellettuale

Piccole linee sulla fronte: sono associate ad un pensiero attivo con particolare interesse per la realtà
Rughe che vanno dalla bocca al mento: indicano pessimismo, il muscolo coinvolto è infatti quello della delusione

Rughe verticali: si sviluppano in verticale partendo dalle ciglia e rappresentano la tendenza ad arrabbiarsi

Linee che marcano la bocca: sono frequenti nelle persone che hanno sofferto per un periodo lungo

Zampe di gallina: indica una persona è poco incline nel prendere decisioni

CONSIGLI  SU  COME  APPLICARE LA  CREMA  ANTIRUGHE

Tutti i movimenti che fai sul viso devono essere sempre rivolti dal basso verso l’alto: in questo modo aiuti la pelle a contrastare la forza di gravità a cui è soggetta costantemente.

Le rughe vanno lavorate nel senso opposto di formazione: se ad esempio le rughe di fronte e collo si formano in senso orizzontale, allora i movimenti giusti da fare sono quelli dal basso verso l’alto. Se invece ci sono rughe che si formano in senso verticale, come quelle delle labbra, allora si dovrà agire “tirandole” verso destra e verso sinistra.

Vediamo quali sono i movimenti più giusti per ogni singola zona del viso.
Le rughe sulla fronte


Le rughe sulla fronte sono causate dai movimenti d’espressione che facciamo costantemente. Possono essere più o meno profonde, ma si distendono sempre in linea orizzontale. Quello che devi fare, quindi, è mitigare questi solchi e cercare il più possibile di massaggiare la pelle in verticale, in modo da distenderla, contrastando la tendenza naturale a segnarsi. Allora fai così: a partire dalle sopracciglia tendi la pelle con le dita fino all’attaccatura dei capelli, ripetendo questo movimento 5-7 volte. 

Le rughe delle sopracciglia

Sia sulle sopracciglia che tra di esse, ad un certo punto si formano piccoli segni, anche questi dovuti in gran parte ai movimenti espressivi del viso. Allora prendi le sopracciglia a livello della radice tra il pollice e l’indice, e successivamente tira verso l’esterno, in modo da distendere questa zona, solitamente sempre contratta e a volte accigliata. Ripeti il movimento almeno 5-7volte.

Gli zigomi

Per evitare che questa zona risulti “cadente”, una buona abitudine è quella di mettere la crema antirughe eseguendo sempre movimenti verso l’alto e mai verso il basso. Puoi farlo con due dita poste “a forbice”, proprio come illustrato nella figura, così da effettuare un piccolo massaggio distensivo su questa zona, molto soggetta alla perdita di tono ed elasticità. Prosegui quindi facendo dei movimenti verso le tempie. In alternativa, puoi usare tutte le dita ben unite e fare lo stesso movimento. Da ripetere anche questo per 5 volte.

Le rughe delle labbra


Sono piccoli segni che si formano attorno alle labbra in senso verticale. Formano quello che con molta goliardia viene chiamato “codice a barre”, ed è la dannazione di tutte coloro che vedono rossetti e matite sbavare inesorabilmente e andarsi ad insinuare tra queste piccole rughe. Il movimento più giusto da fare è quello che va in contrasto con il loro verso: quindi, con i due indici, posizionati sotto il naso, proprio sul punto centrale, e tira delicatamente verso l’esterno. La stessa operazione devi ripeterla poi sotto il labbro inferiore. Puoi decidere di mettere la crema antirughe effettuando questi movimenti anche direttamente sulle labbra: ma stavolta procurati un siero specifico per questa zona, e massaggia per qualche minuto. Questo consiglio è valido soprattutto per chi, essendo fumatrice, inizia a veder comparire più precocemente piccole rughe attorno alla bocca. 

Mento e lati della bocca


Anche questa parte del viso è soggetta a perdere facilmente tono. Una delle prime cose che notiamo in un viso non più giovane, infatti, è la pelle che tende verso il basso ai lati di mento e bocca. Per risollevare questa zona basta mettere la crema antirughe compiendo dei movimenti circolari verso l’alto. Quindi posiziona le mani ai lati della bocca, proprio come in figura, e dopo aver compiuto il movimento di rotazione, tira leggermente la pelle verso le orecchie, così da ridefinire tutto il contorno inferiore del viso. Infine non dimenticare mai le rughe del collo: essendo orizzontali, devi sempre posizionarti alla base del collo e applicare la crema fino ad arrivare al mento: esegui questa operazione per 5 volte lavorando con tutte e quattro le dita.

Forse non sapevi che….

Nella tecnica del massaggio, che sia applicato solo al viso o su tutto il corpo, c’è una piccola regola da rispettare, che riguarda il numero delle ripetizioni di ogni movimento. Infatti si dice che eseguendo i movimenti in un numero dispari di volte (3-5-7 e così via), il trattamento che si effettua risulti più efficace.

LE MIE PREPARAZIONI AL RIGUARDO


Grazie alla presenza dei numerosi principi attivi, questo gel riduce i segni dell’età, dando un effetto distensivo,  visibile attraverso il rilassamento delle rughe d’espressione. Dona inoltre maggiore idratazione ed elasticità cutanea.
Con questo gel si mira ad ottenere un’azione rilassante a livello muscolare, riducendo le contrazione dei muscoli con un effetto immediato che dura fino ad 8-9 ore. Vi è una sinergica azione stimolante sulle fibre di collagene, si tendono e rendono la pelle visibilmente più soda e compatta, e sui fibroblasti, ovvero le cellule del tessuto connettivo che producono nuove sostanze elastiche.
Il gel va usato come una crema da giorno: ne basta una minima quantità che va massaggiata fino a completo assorbimento, insistendo soprattutto nelle zone dove compaiono le rughe con movimenti dal basso verso l’alto e dal centro del viso verso l’esterno. Il maggior turgore del viso si nota in genere dopo 28 giorni di utilizzo.
Di acido ialuronico ne esistono di diverso tipo: a basso peso molecolare ed a più alto peso molecolare. Il primo va ad agire più in profondità idratando alla base, mentre il secondo idrata più in superficie dando effetti visibili in meno tempo. L’ideale è scegliere una soluzione che utilizzi entrambe le tipologie così da compensare su più fronti la perdita di elasticità cutanea dovuta all’età.


Infuso di Camelia sinensis (tè verde in acqua deionizzata)
Il tè verde è costituito principalmente da polifenoli e basi xantiniche (teofillina). I polifenoli, tra cui prevalgono le catechine, sono responsabili della spiccata proprietà antiossidante del fitocomplesso che si traduce in un’azione protettiva a livello del microcircolo e anti-radicali liberi nei prodotti anti-ageing.
Sodio ialuronato

Di origine sintetica, è un forte idratante ed elasticizzante. Dà un effetto lisciante e protettivo alla pelle. Utilizzato nelle creme antiage. A seconda del suo peso molecolare andrà ad agire più in profondità oppure migliorerà l’idratazione degli strati più superficiali.
Estratto di Centella asiatica
Lenitivo, purificante, antirritante, stimola la produzione di collagene per cui è ideale in formulazioni anti-age. Usato inoltre per il trattamento della cuperose.
Estratto di Schizandra chinensis
Da recenti studi il suo utilizzo aumenta l’espressione di geni epidermici coinvolti nello stato di idratazione della pelle, nella funzione della barriera cutanea e nella sintesi di acido ialuronico.
Estratto di Acmella oleracea
Lo spilantolo, il principio attivo di questa pianta , è un antirughe naturale (viene infatti definito “botulino vegetale”). Ha un’azione mirata sulle rughe d’espressione in quanto agisce sulle micro-contrazioni muscolari, andando a dare miorilassamento. E’ utilizzato in formulazioni antiaging.
Liposomi nanosomi antiossidanti
Contengono coenzima q10 e acido alfa lipoico fondamentali per l’azione antiossidante sui radicali liberi. Consigliato quindi il suo utilizzo in creme antiage.
Conservante
Conservante di origine naturale, permette un PAO da  6 mesi ad un anno.


Di questa preparazione vi ho già parlato nel post precedente, ma poiché spesso viene usata in associazione al gel di acido ialuronico puro, così da ottenere un trattamento completo, riporto solo i cambiamenti che vengono effettuati in tal caso per quanto riguarda gli ingredienti utilizzati.  

Acqua deionizzata

Idrolato di rosa
Purifica, rinfresca e ammorbidisce la pelle. Usato anche per lenire in caso arrossamenti o irritazione.
Idrolato di melissa
Anti-age, lenitiva ed emolliente in caso di pelli mature e secche. Ha un effetto calmante e rilassante che aiuta a combattere stress, ansia e insonnia.
Amido di riso
Dà struttura alla formula ma è anche importante per la sensorialità.
Glicerina
Umettante e idratante.
Gomma Xantana
Dà struttura alla formula ma è anche gelificante.
Xilitolo
Umettante e idratante.
Caffeina anidra
Dalle proprietà stimolanti e sinergizzanti, utilizzata come lipolitico, è particolarmente attivo nel trattamento della cellulite. Usato anche nelle creme contorno occhi in quanto riattiva la microcircolazione.
Olivem 1000
Emulsionante
Alcol cetilstearilico
Fattore di consistenza utile per dare stabilità alla formula.
Olio di jojoba
Evanescente, lenitivo ed emolliente. Non lascia la pelle unta ma allo stesso tempo la protegge dalla disidratazione. Antiage, seboregolatore ed elasticizzante. Usata anche in struccanti per occhi.
Dry flo
Evanescente e molto secco. Aiuta a riudurre l’untuosità degli altri olii.
Olio di argan
Ricco di vitamina E e quindi fortemente antiossidante. Molto nutriente, rigenerante e ristrutturante. Dona elasticità e nutrimento in caso di pelli mature.
Olio di rosa mosqueta
Ricco di carotenoidi, ha una potente azione di ringiovanimento della pelle. Ideale per nutrire la pelle secca.
Burro di avocado
Questo burro, ottenuto dalla polpa di avocado, è ricco di fitosteroli e perciò un ottimo anti-invecchiamento naturale. Ha ottime proprietà di penetrazione andando a nutrire e riparare la pelle.  Texture ricca e vellutata.
Estratto di melograno
Particolarmente concentrato in acido punicico, noto per le sue proprietà antinfiammatorie, calmanti e lenitive. Utile per pelli mature, riduce le rughe ed è un potente antiradicalico attivo contro gli effetti dei raggi UV.
Estratto di acmella oleracea (relax rides)
(SE SI UTILIZZA GIA’ IL GEL PURO DI ACIDO IALURONICO, QUESTA SOSTANZA VIENE SOSTITUITA CON LE PROTEINE DEL RISO)
Antirughe naturale (viene definito “botulino vegetale”), ha un’azione mirata sulle rughe d’espressione in quanto agisce sulle micro-contrazioni muscolari, andando a dare miorilassamento. E’ utilizzato in formulazioni antiaging.
Estratto algogoost jeunesse
Questo estratto marino è un anti-age globale che ripristina la vitalità delle cellule staminali del derma, stimolando la produzione di fibroblasti e promuovendo la sintesi di collagene. Riduce le rughe e migliora la tonicità della pelle.
Liposomi nanosomi antiossidanti
(SE SI UTILIZZA GIA’ IL GEL PURO DI ACIDO IALURONICO, QUESTA SOSTANZA VIENE SOSTITUITA CON L’ESTRATTO DI CETRIOLO)
Contengono coenzima q10 e acido alfa lipoico fondamentali per l’azione antiossidante sui radicali liberi. Consigliato quindi il suo utilizzo in creme antiage.
Gel di acido ialuronico puro
Di origine sintetica, è un forte idratante ed elasticizzante. Dà un effetto lisciante e protettivo alla pelle. Utilizzato nelle creme antiage.
Elastocell
Stimola il turnover cellulare in quanto dà una maggiore elasticità cutanea e la pelle risulta maggiormente idratata. Rende le rughe meno evidenti grazie a questa sua azione di rilassamento sulla pelle matura.
Vitamina E (tocoferolo)
Antiossidante e inoltre evita irrancidimento altri olii.
Conservante
Conservante di origine naturale.
Profumo di rosa


QUINOA E SEMI DI ZUCCA: ricchi di antiossidanti per combattere i segni dell’età


QUINOA


La quinoa è uno pseudo cereale, senza glutine, con delle caratteristiche nutrizionali davvero interessanti. E’ una preziosa fonte di proteine, di fibre e contiene anche sali minerali come calcio e ferro. Possiede inoltre tutti i 9 aminoacidi essenziali necessari al funzionamento del nostro organismo (istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina e triptofano), presentando nel complesso un buon equilibrio tra proteine e carboidrati. Si tratta di un alimento che da secoli fa parte dell’alimentazione delle popolazioni sudamericane. Scopriamo più nel dettaglio quali sono i suoi benefici.
PROPRIETA'
Antiossidante: i prodotti a base di quinoa contengono più antiossidanti rispetto ai prodotti a base di frumento o ad alcuni prodotti senza glutine. Ricca di amminoacidi e di vitamina E, un potente antiossidante naturale che protegge dall’azione dei radicali liberi

Aiuta in caso di osteoporosi e menopausa: oltre il calcio, il ferro, lo zinco e il magnesio, contiene fitoestrógeni, che sono sostanze che aiutano l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo prevenendo malattie come l’osteoporosi, e problemi del cuore e altri disturbi durante la menopausa.

Aiuta a prevenire il diabete: secondo gli esperti la quinoa è un alimento utile per la gestione degli stadi iniziali del diabete di tipo 2. E’ molto ricca di un antiossidante chiamato quercetina, che le dà il potenziale per diventare un alimento utile all’interno delle terapie alimentari per gestire il diabete di tipo 2 e l’ipertensione ad esso associata.

Dimagrante:  è molto saziante e può essere utile per controllare l’appetito.

Molto digeribile:  si è misurata la glicemia postprandiale, la risposta insulinica e il livello dei trigliceridi dopo i pasti. La quinoa si è distinta nello studio per la produzione di livelli di trigliceridi inferiori rispetto ad altri prodotti come pasta e pane senza glutine presi in considerazione. Qui lo studio pubblicato sull’European Journal of Nutrition.

Fonte di fibre e di amminoacidi essenziali: le fibre spesso poco considerate nell’alimentazione, vengono così compensate con questo alimento per ripristinare il benessere intestinale. Gli amminoacidi sono cosiddetti essenziali perché non prodotti dal nostro corpo, vanno introdotti con l’alimentazione.

PER LA BELLEZZA

L’Oreal ha avviato un progetto in Bolivia perché ritiene il pericarpio della quinoa ricco di proprietà esfolianti e nutritive. Il progetto, quindi, non considera il seme in sé, ma il suo pericarpo, ovvero quell’involucro sottile che avvolge il seme e deve essere rimosso prima di poterlo mangiare.

Per quel che sappiamo, l’unico utilizzo del pericarpo della quinoa in ambito cosmetico si basava sulla proprietà schiumogena delle saponine contenute al suo interno, ben noto infatti come detergente e tensioattivo naturale e utilizzato localmente come shampoo.

Il progetto di L’Oreal è iniziato nel 2015 in Bolivia, perché soltanto la varietà bianca di quinoa real proveniente dalla Bolivia ha mostrato di possedere questa composizione unica. Ricco  di saponine, polifenoli e polisaccaridi. Unico e naturalmente complesso, con ottime proprietà esfolianti delicate, che non irrita la pelle, mantenendo l’equilibrio cutaneo.

È la prima volta che l’estratto ricavato dal pericarpo della quinoa viene utilizzato per la cura della pelle.

SEMI DI ZUCCA


Nonostante le loro piccole dimensioni, possono essere considerati come un alimento ricco di proprietà benefiche e come uno spezza-fame salutare, da sostituire ai classici snack confezionati.
I semi di zucca sono benefici per il cuore, ci aiutano a garantire un buon riposo notturno ed una buona salute generale. Possono essere consumati crudi oppure tostati in forno a temperatura non troppo elevata per 15-20 minuti. Sono ottimi anche caldi e possono essere conditi con un pizzico di sale marino integrale.
PROPRIETA'
Antiossidanti: contengono acidi grassi essenziali omega3, fattore che li rende una fonte vegetale preziosa di questi elementi. La loro presenza permane in un alimento estratto da essi a freddo: l'olio di semi di zucca, molto utilizzato in cucina. Esso potrebbe rivelarsi d'aiuto nella cura di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, come suggerito da uno studio scientifico pubblicato nel 2009.

Buonumore e buon riposo: i semi di zucca presentano un elevato contenuto di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, che contribuisce ad assicurarci non soltanto di vivere le nostre giornate all'insegna del buonumore, ma anche ad aiutarci a godere di un buon riposo nelle ore notturne

Cuore e relax: tra i componenti nutritivi presenti nei semi di zucca vi è il magnesio, un elemento che contribuisce a regalare al nostro organismo una sensazione di relax. Il magnesio è infatti considerato come una sostanza naturalmente calmante e rilassante, oltre ad essere ritenuto benefico per la corretta attività cardiaca.

Equilibrio valori sanguigni: le proteine presenti nei semi di zucca contribuiscono a mantenere regolari i livelli di zuccheri nel sangue quando essi vengono consumati nel corso della giornata come snack. Mantenere i livelli degli zuccheri stabili può essere fondamentale quando si cerca di perdere peso. Ecco perché i semi di zucca sono spesso consigliati anche a chi segue una dieta dimagrante.

Zinco: questo elemento rende i semi di zucca un alimento adatto ad essere consumato da parte della popolazione maschile, in quanto tale minerale è ritenuto in grado di svolgere un'azione protettiva nei confronti della prostata. L'assunzione di alimenti contenenti zinco è inoltre consigliata alle donne in gravidanza e a coloro che desiderano tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

Ferro: assumerli come spuntino potrà contribuire a contrastare i cali di energia lungo il corso della giornata. 

Proprietà antinfiammatorie: considerati come un vero e proprio antinfiammatorio naturale, dal potere quasi medicinale. La loro assunzione può quindi contribuire ad attenuare gli stati infiammatori del nostro organismo. In alcuni casi possono aiutare a combattere irritazioni e gonfiori senza gli effetti collaterali tipici dei medicinali. Prevengono e aiutano anche in caso di cistite.

Fitosteroli: sono al terzo posto della classifica dei semi e della frutta secca a maggior contenuto di fitosteroli. Tale caratteristica li rende in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Benessere intestinale: contengono una parte di quelle fibre vegetali da inserire nella nostra alimentazione affinché il nostro intestino possa funzionare in maniera regolare. La loro assunzione è dunque particolarmente indicata a coloro che presentano problemi da questo punto di vista e che desiderano ritrovare il proprio equilibrio.

Regolazione del pH: contribuiscono ad alcalinizzare il pH dell'organismo. L'eccessiva acidità provocata dall'assunzione di alcuni alimenti (come carne, zuccheri e dolciumi) è stata correlata all'insorgere di stati dolorosi ed infiammatori.

PER LA BELLEZZA

USO ESTERNO: più che i semi di zucca in cosmetica però si utilizza maggiormente l’olio estratto dai semi di zucca. Vi riporto la maschera per il viso ai tre semi ed una maschera per il viso alternativa, dotata di proprietà anti-age, creata con l’olio di semi di zucca.

RICETTA: Maschera per il viso ai tre semi

Si tratta di una maschera di bellezza purificante e rassodante nota come la “maschera dei tre semi”. La si ottiene pestando finemente nel mortaio una uguale quantità di semi di zucca, di melone e di cetriolo. Si impasta poi il tutto con un po’ di olio di mandorle dolci. Si stende il ricavato sul viso massaggiando delicatamente e la si lascia agire per 10-10-15 minuti e poi si risciacqua con abbondante acqua.
RICETTA: Maschera anti-age all’olio di semi di zucca
Mescolare a un cucchiaio colmo di argilla bianca, un cucchiaino di olio di semi di zucca e 2 cucchiai di acqua. Stendere il ricavato sul viso massaggiando delicatamente. Lasciare agire per 10-15 minuti e poi risciacquare abbondantemente con acqua.

PER LA SALUTE

USO INTERNO:  i semi di zucca si possono anche usare x le proprietà vermifughe. Una volta sbucciati, pestati e mescolati al miele, vengono assunti per via orale per combattere vermi piatti, ascaridi e tenia.


Grazie per avermi seguita anche oggi, spero di avervi interessato ancora un po' al mondo della natura :)

Per contatti resto sempre a disposizione al mio indirizzo mail: manfrinato91@gmail.com

A presto,
Jessica Manfrinato